Noi ci crediamo per i playoff !! Con tabella grazie @FBV1979

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Ora come ora perché non crederci?
Abbiamo entusiasmo da vendere e la squadra sembra aver capito le direttive del nostro nuovo allenatore.
Bisogna basare la nostra squadra sulla difesa, rallentare il ritmo in attacco e ora abbiamo anche gli uomini ( Warren ed Ebi) che possono farlo.
Sarà fondamentale vincere la partita contro Avellino in trasferta.
Ci allontaneremo dalla discorso retrocessione e punteremo diretti verso la conquista dei play-off.
Dobbiamo però anche sperare che le squadre che sono sopra di noi facciamo dei passi falsi.
Qua sotto vi posto un ipotetica tabella realizzata da un tifoso nel forum dei ForeverBoys.
Forza ragazzi! Forza Virtus!

Situazione di classifica attuale:
Grissin Bon RE 24
Pasta Reggia CE 24
Umana VE 22
Sidigas AV 22
Giorgio Tesi Group PT 20
Cimberio VA 20
Granarolo BO 20

Il nostro cammino (maiuscolo le trasferte, di fianco i punti previsti)
AVELLINO 2
varese 2
PESARO 2
pistoia 2
CANTU 0
TOTALE 28

il cammino di Reggio Emilia.
roma 2
pesaro 2
VENEZIA 0
cantù 0
AVELLINO 0
TOTALE 28 PUNTI

Il cammino di caserta:
VARESE 0
siena 0
SASSARI 0
cremona 2
PISTOIA 0
TOTALE 26 PUNTI

Il cammino di avellino:
bologna 0
BRINDISI 0
milano 0
MTG 0
reggio 2
TOTALE 24 PUNTI

il cammino di pistoia
VENEZIA 0
montegranaro 2
ROMA 0
BOLOGNA 0
caserta 2
TOTALE 24 PUNTI

Il cammino di venezia
pistoia 2
CANTU 0
reggio 2
roma 2
PESARO 0
TOTALE 28 PUNTI

Il cammino di varese:
caserta 2
BOLOGNA 0
cremona 2
siena 2
ROMA 0
TOTALE 26 PUNTI

Valli: “Con Caserta per vincere. Venite a vederci allenare”

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Il coach presenta la sfida con Caserta: “
E’ stata una settimana con qualche acciacco, soprattutto la schiena di King e la caviglia di Hardy, ma entrambi hanno stretto i denti e probabilmente ci saranno. Ci siamo allenati al completo da giovedì, con buono spirito. I ragazzi hanno capito l’importanza della partita, domani avremo pressione ma dobbiamo a tutti i costi di portarla a casa. 

Caserta ha una delle migliori difese del campionato, e con l’ingresso di Moore tutta la squadra è cresciuta, è un play vero che fa crescere i compagni. Sono tutti bravi, in particolare sottolineo che Michele Vitali – giocatore che mi piace tantissimo – sta giocando da veterano. 

Noi abbiamo rimesso dentro Matt Walsh, non è ancora al top ma sta meglio. E Warren giorno dopo giorno conosce meglio noi e noi conosciamo meglio lui. 
Stiamo cercando di fare dei passi avanti, a Brindisi si è visto qualcosa ma siamo ancora indietro. Dobbiamo coinvolgere di più i lunghi, a Brindisi siamo stati bravi in questo, e dobbiamo farlo sempre di più perchè abbiamo un esterno in meno. 

Ci siamo tolti la scimmia dalla spalla? La squadra era stata bloccata molto dall’ansia, questa settimana ne abbiamo avuta un po’ meno, ma non cambia molto per domani, perchè dovremo vincere a ogni costo. Credo che la vittoria sia servita per farci lavorare meglio, abbiamo lavorato bene tecnicamente. Ma domani alla palla a due Brindisi sarà dimenticata già da un bel po’, anzi l’abbiamo già dimenticata. 

Warren? A Brindisi ci ha dato una grossa mano, ma deve andare avanti tatticamente, ad esempio non sempre si può passare la palla ai lunghi direttamente ma c’è bisogno di tutta la squadra. Lui sa questo e sa che deve migliorare la sua tenuta fisica e difensiva. Anche perchè le altre squadre sanno come giochiamo e si adattano. 

Non potersi allenarsi alla Unipol Arena (concerto di Baglioni) ha inciso? Sì, cambia molto, c’è troppa differenza tra l’Arcoveggio e quell’impianto. 
Per me domani è come giocare in trasferta, sarebbe bello allenarsi sempre con le luci e con gli spazi della Unipol Arena, e anche il contatto con le persone sarebbe d’aiuto. 
Mi rammarico anche del fatto che non ci sia gente agli allenamenti. Tanto non ci sono segreti tanto, le squadre avversarie sanno più cose di noi. Gli allenamenti sono a porte aperte, il pubblico non fa mica male, anzi. 

La scelta degli uomini? Decidiamo domani, perchè tra infortuni e acciacchi vari non sai mai cosa può succedere. “

Il vero problema della Virtus? Le palle perse!

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Siamo ormai al giro di boa del girone di ritorno del campionato, e i ragazzi allenati ora da Valli, si trovano in tredicesima posizione con 16 punti, di cui 12 conquistati nella prima parte di campionato sotto la gestione Bechi. Ma i problemi non sono iniziati solo ultimamente..
Le vittorie Virtus, inizialmente, erano per lo più guadagnate non per meriti di singoli giocatori ma grazie ad un apporto di squadra. Salta agli occhi la vittoria conquistata a Roma dove l’ago della bilancia è stata la zona 1-3-1, con in campo un quintetto praticamente inedito con Imbrò, Walsh, Fontecchio, Gaddefors e Jordan, che ha fruttato un parziale ribaltando lo svantaggio dal -16 al +8 finale. Ma quando si portano i due punti a casa non saltano all’occhio le difficoltà. La Virtus ha un problema, perde troppi palloni! E questo è, forse, il problema principale di una squadra che si è ritrovata dal lottare per le posizioni d’alta classifica a cercare di “salvarsi”. Se vogliamo fermarci solo ai numeri la Virtus potrebbe non avere la classifica che ha; perché chi, come me, si ferma a studiare le statistiche dopo ogni partita, vede piuttosto chiaramente che, nonostante la sconfitta, Bologna ha sempre miglior percentuale dal campo, ai liberi e più falli subiti che commessi. Qual è il motivo per cui Virtus non vince mai? Semplice, come direbbero gli americani, “TURNOVERS!”.
Ho citato la partita di Roma non senza motivo, perché nonostante la vittoria, i bianconeri hanno terminato la partita con ben 7 palle perse in più rispetto alla Virtus romana. Ma analizzerei più che altro la gestione Valli, cioè il presente bianconero. Con l’arrivo dell’ex vice di Messina, la Virtus sembrava dover abbandonare questo trend negativo in questa statistica, visto che nella prima vittoria (che doveva dar la scossa al campionato bianconero, anche se sappiamo che non é stato così….) “ha perso” la battaglia delle palle perse con Siena: 15 (che comunque è un numero alto) contro 18. Ma dalla partita con Montegranaro, la Virtus è tornata sullo stesso obiettivo, “dominare” la classifica delle palle perse. Torniamo alla Virtus Roma, è il Danilovic day, tre domeniche fa, fari puntati dai tifosi in tutte le zone del palazzo, fuorché in campo. La Virtus (bolognese) riesce ad agguantare un supplementare con un quarto periodo non superlativo, ma con un aiuto della stessa Roma che non è riuscita a chiudere una partita già vinta. Ma fino a quel momento la statistica “PP” era disatrosa per la Granarolo, in 30′ 17, diciassette palle perse contro le 9 blu-arancio. Alla fine lo scout diceva 21 palle perse che un numero da correggere se si vuole recuperare qualche punto in classifica. Nonostante cambino i risultati, il numero delle palle perse contro lo stesso avversario (Roma) rimane quasi lo stesso. Oltre alla partita di Casalecchio contro Roma, questo momento “no” nella statistica “Turnover” è continuato anche a Venezia, 18 palle perse, (contro una squadra che, a parte Andre Smith, non sta giocando una gran pallacanestro..), ma soprattutto nell’ultima uscita, all’Unipol Arena contro la Reggiana. Le statistiche di questa partita non sono molto veritiere, perché la Virtus ha perso grazie ad un disastro finale, ma, in caso di vittoria, ci sarebbe stato lo stesso qualcosa da riguardare. All’intervallo le palle perse erano già 11 sintomo che in questa statistica, ancora una volta, la Virtus subisce. Alla fine il tabellino segnala “solo” 18 palle perse contro le 10 di Reggio, a cui vanno aggiunte anche 6 stoppate subite (con 2 da Motum libero sul lato debole, evitabili..).
Il “fattore palle perse” è stato, ancora una volta, determinante. Il momento chiave della partita per Reggio? Una palla persa dalla Virtus sulla rimessa a 20″ dalla fine…
Siamo arrivati ad una svolta dopo la partita di Brindisi? Probabilmente dal punto di vista del morale e della classifica si, ma per migliorare questa colonna del tabellino ancora siamo indietro..
Nonostante l’ottimo impatto di Warren, che ha portato una buona gestione di palla, la Virtus non riesce a diminuire vistosamente le proprie palle perse. Domenica sono state 16, leggermente sotto la media ma non abbastanza per migliorare il trend; anche perchè alcune sono venute da errori (anche evitabili, come alcuni palleggi “scellerati” di Hardy) che hanno aperto un parziale che riportato Brindisi a contatto, bruciando cosi la doppia cifra di vantaggio.
Adesso la Granarolo Bologna si trova al secondo posto nella classifica delle palle perse (già una conquista..) con 16,5 P.P. di media, dietro a quella Venezia (17,3) alla quale, eguagliando le palle perse, hai concesso una ventina di rimbalzi in più (per non farsi mancare niente insomma…).
Valli ha deciso di voler puntare sull’aspetto difensivo per migliorare questa Virtus, ma se i suoi giocatori continuano a rovinare in attacco ciò che di buono fanno in difesa, non credo ci sia speranza per un miglioramento.
L’obiettivo è cercare di limitarne il numero, passando ad una media di 13 o 14 (massimo) a partita, e che tutto ciò sia di buon auspicio per una salvezza che sembrava sicura, ma che ora (nonostante l’ultima vittoria) non lo è.

Alessandro Pesca

Valli: “Nessuno ha mollato” Villalta: “7 partite in cui ogni palla è fondamentale”

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Valli al corriere Bologna: ” Quando non si esegue un lavoro nel modo giusto, lo si ripete finché non lo si fa bene. Questo è quello che è successo, sono cose che capitano, ma non si è trattato di un provvedimento punitivo. Tra l’altro, l’allenamento serale è stato uno dei migliori della stagione. Nessuno fra i giocatori ha mollato, abbiamo ancora un quarto di stagione davanti a noi e non ci arrendiamo. “

Sulla stessa linea il presidente Renato Villalta, sentito dal Resto del Carlino: “Con una battuta potrei dire che Giorgio l’ha fatto per me, non potendo io essere presente il pomeriggio, mentre ho assistito a quello della sera. Io non ci vedo nulla di straordinario: in carriera mi è capitato tante volte che l’allenatore sospendesse i lavori perchè non era soddisfatto e poi ci richiamasse in palestra due o tre ore dopo. 
I giocatori non hanno gradito la decisione? Io invece l’ho apprezzata, perchè significa che si sta facendo di tutto per ottenere che la squadra sia concentrata per tutti i 40’ della partita. Domenica, al contrario, è la prima volta che ho visto perdere chi era avanti di 10 a poco più di 2’ dalla fine. Eravamo noi e siccome i giocatori vengono pagati puntuale ogni 10 del mese io pretendo che nelle sette partite che mancano da qui alla fine della stagion vi sia la massima attenzione su tutti i palloni. “

Valli: “Non rassegnamoci. Ci manca il play. Mercato? Non abbiamo margini”

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Il coach, che pare abbia sospeso l’allenamento di ieri che non stava andando come voleva, al resto del carlino: “
Cosa ho detto alla squadra al ritorno in palestra? C’è molta frustrazione oltre all’ incazzatura, perché gli errori si fanno, ma quelli che facciamo noi ci costano sempre le partite. Però dobbiamo guardare anche quello che di buono c’è stato, voglio dire, per larghi tratti abbiamo giocato di squadra, ci sono comunque delle cose da salvare, il problema è che adesso non sono sufficienti per vincere le partite. 

Qualcuno è più depresso di altri, o si è preso la colpa? C’è condivisione di questi momenti. Non si punta il dito su nessuno, magari ci fosse qualcuno su cui puntare il dito, un colpevole. Il fatto è che arrivi lì poi per episodi, una volta un fallo non fischiato o altro, insomma per gli episodi non la porti mai a casa. Bisogna guardare avanti e provare a prendere quello che di buono c’è in questi ragazzi, la cui maggior parte non sono italiani. 

Non c’è il rischio della rassegnazione? Ci può essere, ma io mi sforzo, e anche loro si sforzano, di essere positivi e si vede dall’impegno che ci mettono. Se ci fosse rassegnazione ci sarebbe un altro tipo di atteggiamento. 

A mente fredda cosa mi ha dato di più fastìdio domenica, a parte il timeout non concesso? Beh quello ci ha fatto arrabbiare, perché è uno strumento per noi importante che ci teniamo apposta negli ultimi secondi proprio per queste evenienze e lì c’è stato l’implodere di una certa situazione in cui sei impotente. Sicuramente ci sono state scelte di tiro sbagliate, il problem è che le abbiamo fatte tutte in successione a 3′ dalla fine. Ti lasciano senza fiato. Purtroppo sono cose che nei gruppi soprattutto giovani con tanti stranieri succedono. Sono cose che non possiamo permetterci. Pero dobbiamo fare sentire ai ragazzi che sono amati e considerati perche sono la Virtus, anche negli errori che fanno, dobbiamo stargli vicino. 

Qualche americano potrebbe aver mollato psicologicamente? Dipende molto dall’individuo e dal rapporto che instauri con il giocatore, perchè a volte il contratto lungo ti può fare stare sereno e sentirti meno in discussione, a volte un contratto corto ti può fare staccare la spina prima, 

Io non ho questa sensazione? No, perché avremmo delle avvisaglie perché chi vuole andarsene ti manda dei segnali o direttamente a attraverso gli agenti. E poi lo vedo dall’impegno. Se uno non vuol fare non fa. 

Warren sarà ancora più inserito? Me lo auguro e la cosa che mi fa ben sperare è che sta spingendo sempre di più negli allenamenti, non sta accusando un rimbalzo negativo. Di sicuro a livello tattico sarà più inserito. 

La dirigenza è consapevole che giochiamo con otto giocatori, sette domenica scorsa? Paghiamo molto la mancanza di Imbrò, cioè di una guardia che sappia gestire la palla nei moménti di pressione e nei pick n’ roll. Il playmaker ci manca, ma tutti sanno tutto, sono ben consci della situazione della squadra. 

Ho chiesto rinforzi? Siamo in una situazione particolare, perché non abbiamo più visti, non c’è molto margine. Poi è sempre difficile trovare un altro giocatore magari esperto del nostro campionato. Dovresti travine un giocatore che arriva e sa subito dove mettere le mani, non è facile. “

Villalta: “Sono furioso. Ho fatto errori ma non si ripeteranno”

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Il presidente al Corriere Bologna: ” Come mi sento? Sono arrabbiato. Imbufalito. 
Innanzitutto è inaccettabile prendere quattromila euro di multa. Ho protestato nell’intervallo, ma in casa mia vado dove voglio. E poi stavo parlando con Arrigoni e Bottai, urlavo che non ci avevano fischiato quattro falli e dovevamo farci sentire. Non mi sono mai rivolto agli arbitri, loro avevano lo spogliatoio lì di fianco ma non ho mai parlato con loro. 

Mi riferivo al fallo non fischiato su Warren? Sì e anche ad altri. E non dimentico ad esempio il fallo non fischiato a Gaddefors contro Cantù, quando si è aperto la faccia. 

Credo che qualcuno voglia far pagare alla Virtus la sua “operazione trasparenza”? No, non ci voglio nemmeno pensare. Altrimenti andrebbe tutto a farsi benedire. 

La squadra ci sta andando? Ecco piuttosto che multare me, dovevano multare alcuni miei giocatori per come hanno giocato. 

Lo farò io? No, ma cosa volete che faccia. Ormai le ho provate tutte. Si dirà che è colpa di Villalta e va bene, Villalta si prende la colpa. Di sicuro degli errori li ho fatti. 
Uno? Non sapevo nulla e mi sono affidato ai miei architetti. E se il mio architetto mi dice che ci vogliono le travi di legno, io ci credo. L’anno prossimo sarà diverso. 
La posizione di Arrigoni traballa? In discussione ci siamo tutti. Bisogna farsi un bell’esame di coscienza, io la faccia ce la metto. La sto mettendo per tutti ancora una volta. 

Come si fa a perdere con 10 punti di vantaggio a 3’ dalla fine? Vien su la paura, ma non è possibile buttare via le gare così. I giocatori vivaddio si devono svegliare, non mi frega niente se uno è stanco, non è lucido, è fuori ruolo. Errori come quelli di Motum, Ebi e Fontecchio sono gravi. Se giochi in serie A devi essere un giocatore di serie A. Alla fine tra sbagli tecnici, palloni regalati, giocatori regalati, ci manca sempre un centesimo per fare la lira. I dettagli fanno la differenza, contiamo le partite buttate: Pistoia in quel modo, Montegranaro in quel modo, Roma in quel modo, Reggio Emilia in quel modo. Con otto punti in più saremmo sesti in classifica senza rubare nulla. 

Qualcuno all’inizio della stagione si era illuso? Non io. Ho sempre detto di volare bassi. Sapevo che il nostro livello era tra il settimo e il tredicesimo posto. 
Siamo al pelo ora? Guardiamo avanti, i giocatori devono dare il massimo e fare il meglio possibile. Ora sono arrabbiato ma cerchiamo di ritrovare serenità. Spero che il periodaccio sia finito, possiamo finire bene la stagione. 

Cosa mi fa arrabbiare di più? Mandare tutte le domeniche i soci a casa incazzati e i tifosi a casa delusi. È gente alla quale devo chiedere soldi, non possono prendere fustigate simili. Io domenica sera dopo la partita ero a pezzi. 

C’è un messaggio positivo? Ho la fiducia di chi sta imparando. Ho commesso errori che non si ripeteranno. E la società, che al giugno scorso era impantanata e senza i soldi per iscriversi al campionato, dopo la ricapitalizzazione sarà solida come il marmo. E potremo finalmente salire un altro gradino per migliorare questa Virtus. 

Quella dell’anno prossimo sarà molto diversa? A fine anno tiriamo una riga. Ora giochiamo. Ma certamente stiamo già lavorando per il mercato, le squadre si cominciano a costruire a marzo.”

Warren: “Mancava leadership. Ora lottiamo per i playoff poi spero di rimanere”

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Intervista del corriere: ” Chiamato a essere il leader della squadra? Lo sono stato ovunque abbia giocato, mi piace questo ruolo e credo di averne le caratteristiche. Hardy, Walsh e io possiamo essere le guide, se tutti ci seguiranno faremo bene. 

Impressioni sulla squadra? Penso che abbiamo gli ingredienti giusti per fare bene. Lavoriamo duramente in allenamento e questa è la chiave per poter raggiungere i playoff. 
Credo ancora che sia questo l’obiettivo? Sicuramente. 

Vista la squadra a Venezia, è in crisi di fiducia? Non direi, tutti hanno provato a vincere la partita, nessuno si è tirato indietro. Mi è sembrata più una mancanza di leadership, il playmaker deve mettere tutti gli altri nelle condizioni ideali. 

La mia opinione sul coach? E’ l’allenatore giusto per i giocatori che ci sono in questa squadra. Lavora nel modo ideale chiedendoci l’intensità da cui una squadra che è 8-14 non può prescindere. Abbiamo poco spazio per gli errori, dobbiamo essere concentrati. 

Chi è Willie Warren fuori dal parquet? Un uomo di famiglia, passo il tempo soprattutto in casa con la mia fidanzata e mio figlio di un anno. Il basket occupa quasi tutto il mio tempo, tanto che i miei allenatori del passato mi hanno sempre consigliato di trovarmi un hobby. 
L’ho trovato? Sto pensando di seguire un corso da barbiere per poi aprire un negozio quando smetterò di giocare. Mi piacerebbe anche fare il coach, seguendo i passi di mia mamma che è stata una giocatrice e ora allena. 

Come hai ho scelto il basket? Per seguire l’esempio di mia mamma, la figura chiave della mia vita, il Texas è lo stato del football, ma ha anche prodotto grandi cestisti come Durant e Bosh ad esempio. 

Pentito di non essermi dichiarato al draft dopo il primo ottimo anno di college? Non ero pronto. Nei prossimi 3-4 anni voglio progredire come giocatore per avere una chance, a cominciare da questo finale di stagione con la Virtus. Il club ha un’opzione per l’anno prossimo e voglio convincerlo a esercitarla per rimanere qui. Conosco la sua storia, l’organizzazione è perfetta, spero di restare in questa bellissima città e giocare in una squadra competitiva per riportarla ai fasti dei tempi di Ginobili. 

Le scarpe rosa che indossa sono dedicate alla lotta contro il cancro al seno? Lo scorso dicembre mia nonna è scomparsa per un cancro al seno e lo faccio per lei. Ci ero molto legato. 

Chi è il giocatore a cui si mi ispiro? Allen Iverson, per la sua aggressività, la tenacia, il cuore con cui giocava ogni partita lottando contro gli infortuni. Era un killer di nemmeno 1.80, una grande ispirazione. Oggi il mio giocatore preferito è LeBron James. 

È vero che ho rifiutato di farmi fotografare con lui e che ho avuto uno scambio piuttosto acceso anche con Kobe Bryant? Questa storia è destinata a seguirmi ovunque vada. Con Kobe si scherzava, non è stata una cosa seria. Con LeBron non mi sono fatto fotografare perché non sono quel tipo di persona. Non mi faccio foto con i miei idoli e lui lo è. Non voglio fotografarmi con qualcuno che potrei affrontare da avversario.”